Dorsale Triangolo Lariano
La dorsale del Triangolo Lariano rappresenta un itinerario di trekking classico e vario. Si snoda tra boschi di latifoglie e in particolare faggete secolari. Ospita una varietà floreale ancora ricca e ben salvaguardata. Offre sguardi panoramici unici e molto diversi. Da un lato scorci emozionanti sul Lago di Como e sulle Alpi, dall’altro vedute aperte sulla pianura, la Brianza, la Pianura Padana e, nelle giornate invernali e limpide, fino agli Appennini. E’ tutt’altro che raro incontrare caprioli, leprotti e volpi e godere del volo affascinante di poiane e aquila. Il percorso è lungo e impegnativo ma non presenza alcuna difficoltà tecnica. Può essere affrontato anche con i bambini, purché abituati a camminare, prevedendo almeno due tappe.
Parte da Brunate (piazzale parcheggio Capanna C.A.O.- Santa Rita) e termina a Bellagio e si può percorrere in senso inverso senza problemi. Lo sviluppo è di circa 37 chilometri che corrispondono a 8/10 ore di cammino. Con alcune varianti è possibile effettuare il percorso anche con una MTB. Brunate è raggiungibile in auto ma anche con la funicolare che parte da Como, zona lago nei pressi della stazione ferroviaria di Como Lago di Trenord. In alternativa, aggiungendo 45/60 minuti circa di percorso, è possibile da Como salire a piedi per il sentiero di San Donato, il più rapido e facile anche per i bambini ma ripido. In questo caso però dovete aggiungere altri 40 minuti dalla chiesa parrocchiale di Brunate per arrivare al parcheggio (circa 3 km).
Il percorso vero e proprio parte dal piazzale del C.A.O. (mt. 950) dove potete lasciare l’auto nel grande parcheggio adiacente la chiesetta di Santa Rita (che merita uno sguardo anche se raramente aperta). Da qui possiamo scegliere un primo tratto su carrozzabile proseguendo diritto mantenendoci sul lato sinistro dal parcheggio fino alla baita Carla (10/15 min) o prendere il sentiero (via Baffa) che costeggia alcune case e si inoltra poi nel bosco aggirando il Monte Uccellera (mt. 1.024). In questo caso, al primo bivio dopo la “casa di Pinocchio” teniamo il sentiero di sinistra che sale un poco nel bosco, evitando attentamente la discesa verso destra. Sbuchiamo dopo una decina di minuti o poco più nei pressi della Baita Carla come l’altro tragitto e cominciamo la salita su carrozzabile, comoda e con fondo acciottolato, fino al bivio di Villa Collina, ignorando sulla sinistra il sentiero per il Monte Piatto e il Castel D’Ardona. Da qui possiamo scegliere se proseguire sul comodo sterrato carrozzabile o scegliere il più panoramico sentiero delle Colme che di cresta in cresta, tra bosco e radure, con scorci notevoli sul Lago di Como e le montagne dell’Alto Lago sul lato sinistro e ampie vedute sulla pianura padana sulla destra, ci condurrà al Monte Bolletto. Ci troviamo poco oltre la Baita Fabrizio (mt. 1.100) dove è terminato anche lo sterrato carrozzabile.
A questo punto teniamo il sentiero di sinistra che gira attorno alla cima del Monte Bolletto (mt. 1.236) e proseguiamo fino alla sella della Bocchetta di Molina (mt. 1.116) che incrocia il sentiero che proviene dal lato opposto del monte Bolletto e dalla sua vetta. Ignoriamo i sentieri che scendono verso destra che portano verso Tavernerio, verso Albese e Albavilla e verso la Baita Patrizi. Dop circa 15 minuti si arriva al bivio che a destra sale per le creste e alla vetta del Monte Bollettone (mt. 1.317) e a sin si inoltra nel bosco dei faggi “Senteè di Foo”. La scelta dipende dal tempo a disposizione e dalle gambe, visto che la salita in vetta è comunque una salita decisa, sebbene non lunga. La vetta regala un panorama decisamente sorprendente a 360 gradi sulla alpi, il lago e la pianura. Entrambi i percorsi ci portano come punto di incontro alla Bocchetta Di Lemna (mt. 1.115), nei pressi della Capanna Mara. Il sentiero prosegue in comoda salita e costeggia il Pizzo dell’Asino (mt. 1.273), salendo gradatamente alla Bocchetta di Palanzo (mt. 1.210) per poi in decisa pendenza raggiungere la vetta del Monte Palanzone (mt 1.436), oltrepassando nell’ultimo tratto il Rifugio Riella, dove potete ridiscendere per fare sosta cena e notte e chiudere così la prima tappa. La prima tappa si può concludere anche più avanti, alla Colma di Sormano, o dividere l’escursione in modo diverso, anche in tre tappe. In questo caso la sosta al rifugio Riella è comunque la più adatta per la prima tappa.
Dal Monte Palanzone possiamo ora scegliere tra due itinerari per raggiungere la vetta del Monte San Primo
ITINERARIO 1
Si scende ora verso la Colma di Sormano passando passando dalla Grotta Guglielmo e dalla Bocchetta di Nesso (mt. 1.277). Al bivio si segue il sentiero di destra per la Bocchetta di Caglio (mt. 1.297). Il sentiero risale un poco a fianco alla Braga di Cavallo (mt. 1.352) per ridiscendere alla Colma di Caglio (mt. 1.127), scivolando a fianco al Monte Pianchetta (mt. 1.242) e al Monte Falò e infine giunge alla Colma di Sormano (mt. 1.120), altra possibilità per suddividere in due tappe il percorso e alleggerire seconda tappa. Si risale ora in direzione del Monte San Primo. Dal piazzale parcheggio della Colma di Sormano, attraversando la provinciale che porta al Pian del Tivano passando per il cosidetto “Muro di Sormano” (famoso tratto di una delle tappe più faticose del Giro d’Italia), si prende la sterrata con indicazione Monte San Primo che passa poco distante l’osservatorio astronomico. In breve, poco più di mezz’ora, si raggiunge la Colma del Bosco (mt. 1.233) e da qui sempre per strada sterrata in piano si arriva all’Alpe Spessola (mt. 1.250), passando accanto al Monte Comet/Gerbal (mt. 1.316). A questo punto la pendenza si accentua sensibilmente e ci porta all’Alpe di Terrabiotta (mt. 1.436) lasciando sulla nostra destra il Monte Ponciv (mt. 1.682) quindi al Culmine di Terrabiotta (mt. 1.450) da dove con lunga discesa si arriva a Bellagio. Piegando a sinistra si prosegue la salita in forte pendenza per la vetta del Monte San Primo (mt. 1.682).
ITINERARIO 2
Si scende al Pian del Tivano passando dalla Grotta Guglielmo e dalla Bocchetta di Nesso (mt. 1.277). Al bivio si segue il sentiero di sinistra per la Bocchetta di Sciff (mt. 1.251) e passando accanto al Monte Faello (mt. 1.333), il sentiero prosegue nel bosco con vista sulla sinistra del Monte di Palanzo (mt. 1.390) e del Monte Prearola (mt. 1.413) (fuori percorso ma volendo raggiungibili seguendo il sentiero che incrociamo poco più avanti) fino all’intersezione con i sentieri che provengono da Nesso dove si prosegue piegando nettamente a destra seguendo le indicazioni per il Pian del Tivano via Valle del Noè quindi giù fino al Pian del Tivano (mt. 990). A questo punto raggiungiamo l’Agriturismo Binda, prendiamo il sentiero che conduce alla Conca d’Oro e saliamo verso l’Alpetto di Torno (mt. 1.143) quindi arriviamo all’Alpe Grossa (mt. 1.142) e proseguiamo fino alla Bocchetta di Spessola (mt. 1.250)dove ci si ricongiunge la percorso precedente che attraversando l’Alpe di Terrabiotta (mt. 1.436) ci porta alla vetta del Monte San Primo (mt. 1.682).
Discesa dal Monte San Primo a Bellagio
1) passando per il Rifugio Martina (9.4 km)
Dalla vetta si scende lungo la cresta nord-ovest o la via sterrata più agevole fino alla Bocchetta di Terrabiotta. Si prosegue poi verso il Rifugio Martina (mt. 1300) e si scende attraverso i sentieri del bosco fino a raggiungere i parcheggi di Pian Rancio (ca. mt. 1100 ), passando volendo dal faggio secolare “foo sec”, quindi si raggiunge il Prà Filippo attraversando i paesi.
2) passando per la Bocchetta di Lezzeno stando bassi tenendo sulla sinistra il monte Nuvolone
– Bocchetta di Lezzeno (11.9 km) m
– Bocchetta del Nuvolone (13.3 km)
– Belvedere del Nuvolone (14.3 km)
Percorso più lungo e panoramico, prevede di scendere dalla vetta passando per la Bocchetta di Lezzeno, il Monte Foppa, l’Alpe Sasso, il Monte Nuvolone (mt. 1092) e la relativa bocchetta, per poi scendere verso la zona di Bellagio/Cagnanica. Lungo questo secondo itinerario si gode una vista mozzafiato sui due rami del Lago di Como, le Grigne e, nelle giornate limpide, sul Monte Rosa.
Da Bellagio il ritorno a Como col battello offre il degno coronamento al trekking, godendo della vista dei paesi che si affacciano sulle rive del Lago e le molte pievi e chiesette che proprio dal bordo delle rive, si riflettono sulle sue acque. Da Como la risalita panoramica a Brunate in funicolare se avete lasciato lì l’auto.
Lungo tutto il cammino non mancano i punti di ristoro. Le baite del primo tratto (vedi anche percorso Narcisi di Maggio) offrono una buona cucina tipica dell’area. Al Piano del Tivano si trova un campeggio (Campeggio Alpe Fuin), ristoranti, alcuni B&B e la fermata dell’autobus che porta a Nesso. Un’altra soluzione dove pernottare è al rifugio Riella, situato in splendida posizione panoramica sotto la vetta del monte Palanzone, si consiglia sempre di contattare con anticipo queste strutture per conoscere orari e disponibilità. L’attraversamento della dorsale del Triangolo Lariano si percorre su mulattiere, strade agricole, sterrate e carrabili asfaltate, pur essendo un trekking relativamente facile bisogna prestare attenzione alle segnalazioni e usare prudenza sui sentieri, consigliamo inoltre di portare una buona scorta d’acqua, le fontane sul percorso non sono molte.
DETTAGLI ITINERARIO
Area: Triangolo Lariano
Adatto: Runner, Famiglie
Dislivello Positivo: 800/900 mt (variabile in funzione del punto di partenza e della scelta del percorso tra diretta o colme)
Dislivello in discesa: 1000 mt
Approfondimento: wikilog.com – Dorsale Triangolo Lariano da Brunate a Bellagio
Tempi di Percorrenza: h. 10 – ideale affrontare il percorso in due tappe di h. 5 ciascuna








